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Investimenti

La politica di investimento di F2i mira a creare un portafoglio diversificato di partecipazioni in società attive in tutti i settori infrastrutturali, prevalentemente in Italia.

F2i (Secondo e Terzo Fondo) si propone di acquistare quote di maggioranza o di minoranza qualificata, che consentano di esercitare un ruolo di rilievo nella governance societaria.

Obiettivo: creare valore durevole e stabili, solidi ritorni.
In particolare, i regolamenti dei Fondi prevedono i seguenti principali criteri di diversificazione del portafoglio:

  • investimenti in una singola società o in società appartenenti a uno stesso gruppo:
    non possono superare il 20% dell’ammontare del Fondo (ovvero, il 25% nel caso in cui la società operi prevalentemente in un settore a tariffa regolata), salvo deroga* (rispettivamente al 25% o 30%);
  • investimenti “greenfield”:
    non possono superare complessivamente il 20% e il 10% rispettivamente del Secondo e del Terzo Fondo, salvo deroga* (25% per il Secondo Fondo e 15% per il Terzo);
  • investimenti in Stati Membri dell’Unione Europea:
    non possono superare nel complesso il 20% e il 10%, rispettivamente del Secondo e del Terzo Fondo, salvo deroga* (25% per il Secondo Fondo e 15% per il Terzo);
  • investimenti in strumenti finanziari quotati:
    non possono superare nel complesso il 20% e il 10%, rispettivamente del Secondo e del Terzo Fondo, salvo deroga* (25% per il Secondo Fondo).

Per il Primo Fondo, il periodo di investimento ha avuto inizio alla data del first closing (dicembre 2007), con un orizzonte temporale di 15 anni (scadenza al 31 dicembre 2024). Nel corso del 2017, si è concluso il periodo di investimento, con un capitale richiamato pari al 98,5% del totale, Euro 1.823,5 milioni su Euro 1,852 milioni.
Per il Secondo Fondo (first closing ottobre 2012) l’orizzonte temporale è di 12 anni, con scadenza al 2024.
Per il Terzo Fondo (first closing dicembre 2017) l’orizzonte temporale è ugualmente di 12 anni, con scadenza al 2030.
Al 13 dicembre 2017, per effetto della fusione per incorporazione, gli asset del Primo Fondo sono confluiti nel Terzo, che sta per avviare i primi nuovi investimenti. Per quanto riguarda il Secondo Fondo, il relativo ammontare ad oggi risulta impegnato per circa l’80%.

* Le eventuali deroghe ai criteri di diversificazione del portafoglio di ciascun fondo devono essere approvate dai rispettivi advisory committee.